KWABS: UNA VOCE FUORI DAL MUCCHIO

Kwabena Sarkodee Adjepong un nome strano che per convenienza è stato accorciato in Kwabs, lui è un cantante inglese nativo del Ghana. Era il 2012 quando rimasi affascinato da questa voce, il suo timbro lo potevi distinguere e sentire in mezzo ad un coro come Il London Vocal Project .Il suo modo di esprimersi vocalmente è decisamente “forte” la cui energia e caratteristica sono il suo suono, caldo e grave. Un cantante che di melismi non ne ha bisogno per poter uscire fuori dal mucchio. Londra difficile piazza, ma decisamente meritocratica, ha permesso e premiato questo artista  affinchè potesse esprimere il suo talento. La sua presenza sul palco del London Acappella Festival del 2011 mi colpì molto a tal punto che al mio ritorno in Italia, cominciai a cercare suoi video che potessero farmi rievocare quel suono. Dovetti aspettare un pò, e girovagando fra la rete mi imbattei in questo video che oggi vi propongo insieme ad un altro meno datato. Oramai lui in questo momento si trova “sparato” in alto in una Londra che ha saputo non solo accoglierlo ma anche dargli il giusto riconoscimento, anche se a malincuore le sue ultime produzioni, non hanno più quel sound dell’inizio carriera vicino all’urban music, ma un suono troppo mainstream che lo stanno portando in una direzione che ritengo poco artistica ma di marketing musicale.
Concludo con una riflessione:

spero che la musica prima o poi possa ritornare ad essere unica e diversa, non globalizzata. Bisogna cambiare direzione e non considerare l’arte sonora come un semplice articolo da vendere e da sfruttare.

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One comment

  1. Datura Martina Lo Conte

    Penso che questa sia una traiettoria comune a molti, troppi cantautori. Penso che ci sia bisogno dunque di un’educazione alla responsabilità dello scrivere canzoni. È un dono, un’occasione per esprimere un’idea, un’emozione le quali hanno un impatto sulle persone che ascoltano. Persino cantautori nello stato di grazia creativa e dalla forte personalità e condapevolezza, come Tori Amos, (da ‘Under the Pink’ a ‘to Venus and back’ ogni disco un capolavoro), hanno continuato a produrre ‘per contratto’ senza non dico superare se stessi, ma nemmeno eguagliarsi nei risultati. Come sua fan avrei preferito il silenzio discografico, continuando con fantastici live. Ma il mercato spesso ha la meglio.

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