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VOCAL GENEROSITY EFFECT: NEUROSCIENZE E INTONAZIONE

VOCAL GENEROSITY EFFECT

Hai mai sentito parlare del “vocal generosity effect”?

È quello che hanno scoperto Hutchins e Peretz (2012) nella loro ricerca a proposito di questo effetto relativo alla percezione dell’intonazione veramente affascinante. Chi ascolta sembra  portato a giudicare più intonata una nota se cantata piuttosto che suonata con uno strumento.

Il timbro quindi sarebbe importante nell’influenzare il giudizio della percezione dell’intonazione.

Hutchins et al. (2012) hanno anche mostrato una generalizzazione dell’effetto anche per diversi tipi di voce e contesti.  Gli autori hanno studiato sia musicisti che non musicisti mentre ascoltavano una coppia di note singole e melodie (delle scale) che potevano essere prodotte dalla voce o dal violino.Veniva cambiata la nota finale in modo da variare la correttezza dell’intonazione in relazione al contesto musicale precedente.

Ciò che è interessante è che, nonostante i musicisti siano più sensibili all’intonazione dei non musicisti, in realtà tutti gli ascoltatori mostrano  un forte “vocal generosity effect” in entrambe le condizioni (sia giudizio di melodie che singole note).

Un’alta percentuale di stonatura sembra necessaria per far giudicare non intonato un suono cantato rispetto a un suono prodotto dal violino.

Di solito infatti chi ascolta non nota lievi errori (10-30 cents) di intonazione  nei cantanti. Hutchins et al. (2012) mostrano che l’intonazione delle voci necessita in effetti di circa 50 cents di stonatura per essere percepita come errore da chi ascolta.

Oltre a mostrare l’importanza del timbro nel giudicare l’intonazione questo studio spiega anche perché i cantanti siano in genere meno intonati dei musicisti nelle loro performance (Hutchins et al., 2012).

Le spiegazioni del “vocal generosity effect” secondo gli autori potrebbero essere essenzialmente due.

Potrebbe, cioè, essere dovuto a fattori acustici che impediscono di determinare in modo preciso il pitch della voce oppure potrebbe essere dovuto a influenze cosiddette top-down che rendono il cervello meno sensibile al riconoscimento del pitch vocale ( oppure più tollerante all’imprecisione) dopo aver identificato un suono come appartenente alla categoria voce.

Bibliografia:

Hutchins, s., & Peretz, i. (2012). A frog in your throat or in your ear? Searching for the causes of poor singing. Journal of Experimental Psychology: General, 141, 76–97.

Hutchins, S., Roquet, C., & Peretz, I. (2012). The Vocal Generosity Effect: How Bad Can Your Singing Be? Music Perception, 30(2), 147-159.

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