SHOMYO: LA VOCE DEL BUDDHA

Di grande fascino e introspezione è Shomyo che viene così elegantemente descritto da Kūkai (空海, 774-835), fondatore della scuola buddhista giapponese Shingon : « Quando tutte le cose che hanno una voce in questo mondo la fanno risuonare insieme, mantenendo ciascuna le sue caratteristiche pur fondendosi in un unico suono, esso è quanto vi sia più vicino alla voce del Buddha »
(cit. da Toshiro Kido. Cfr. Philippe Cornu. Dizionario del Buddhismo. Milano, Bruno Mondadori, 2003, pagg. 519-20)

Il Buddhismo fu introdotto ufficialmente in Giappone nel VI secolo. Una delle prime forme di musica buddhista giapponese è proprio Shomyo, che deriva da un adattamento cinese di canti vedici indiani che si pensa siano stati elaborati nell’VIII secolo dai monaci di ritorno in Giappone dalla Cina.
Shomyo è l’insieme di un coro e di strumenti ritmici come il mokugyo (木魚) una specie di tamburo a fessura dalla caratteristica forma stilizzata di pesce, che si fondono generando questa forma musicale rituale dal fascino multiculturale.
Si fondono infatti tradizioni diverse come i testi in sanscrito dell’India, campane e gong dalla Cina, e le percussioni di legno dal Giappone. Sono stati anche successivamente introdotti anche testi in cinese e giapponese.
Buon ascolto!

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