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ORMONI E CANTO: ECCO COSA SVELA LA SCIENZA

“Non si canta perché si è felici; si è felici perché si canta.”
(William James)

Il canto è un mezzo che veicola benessere psicologico e fisico ed è per questo che viene usato anche come strumento di promozione della salute in ambito clinico.

E’ importante allora chiedersi: quali sono i meccanismi legati al potere del canto?Quali sono gli effetti del canto sui processi neurochimici?

La ricerca scientifica sta sempre di più concentrandosi sulla  comprensione  dei meccanismi biologici attraverso cui la musica e il canto influenzano il benessere e la salute.

Un recente studio di Keeler et al. (2015) ha cercato di gettare luce sui meccanismi neurochimici del canto e in particolare del cantare in gruppo. Per lo studio sono stati coinvolti cantanti di un ensemble vocale jazz che dovevano cantare insieme in due situazioni: cantando un arrangiamento di un brano jazz o improvvisando sulla medesima struttura armonica.

Gli studiosi erano interessati a esplorare gli effetti del cantare in gruppo e analizzare se vi fosse differenza tra improvvisare o meno,  sia a livello soggettivo sia misurando gli effetti sulla concentrazione di due ormoni: l’ossitocina e l’ormone adrenocorticotropo.

A livello soggettivo i ricercatori volevano comprendere quanto cantare in gruppo inducesse uno stato psicologico noto come “social flow” (Csikszentmihalyi, 1975; Bachen and Raphael, 2011; Engeser, 2012).

In origine il concetto di esperienza di flusso è stato introdotto da   Csikszentmihalyi (1975, 1997) e consiste  in uno stato ottimale per lo svolgimento di una performance caratterizzato dal sentirsi pienamente e piacevolmente immersi in ciò che si sta facendo.

Il “social flow” si riferisce a una dimensione psicologica che coinvolge  anche la percezione  dell’interazione con gli altri che viene vissuta come un’esperienza di qualità e gratificante (Rathunde, 1997; Bakker et al., 2011; Salanova et al., 2014). Per misurare questa esperienza Keeler et al. hanno somministrato ai cantanti un questionario chiamato “Flow State Scale-2 “ (Jackson et al., 2010) sia dopo la performance improvvisata che nella versione arrangiata.

Gli autori hanno poi misurato i livelli di ossitocina e dell’ormone adrenocorticotropo, sia prima che dopo ciascuna condizione sperimentale.

Nell’uomo i livelli di ossitocina sono stati infatti messi in relazione al benessere e al comportamento sociale.

E’ noto che l’ossitocina promuove comportamenti prosociali. E’ legata infatti alla percezione sociale e alla memoria sociale, ed ha prominenti effetti sull’amigdala, centro fondamentale del cervello sociale (MacDonald et al., 2010). Nell’ambito musicale è stato osservato che l’ascolto della musica può incrementare i livelli di ossitocina (Keeler et al., 2015) e che la sua concentrazione aumenta dopo una lezione di canto (Grape et al, 2013).

L’ormone adrenocorticotropo è invece coinvolto nel rilascio e nella sintesi di glucocorticoidi, come il cortisolo ed è quindi associato alla risposta allo stress (Grossman et al., 1982). Nella musica ha un ruolo meno chiaro ma potrebbe mediare ed essere coinvolto nei meccanismi che riguardano la nostra attenzione e che influiscono sull’arousal, i nostri livelli di attivazione (Chanda and Levitin, 2013).

Per esempio la musica techno è associata a un incremento di ormone adrenocorticotropo mentre musica rilassante a una sua riduzione (Gerra et al., 1998).

Quali sono stati i risultati dello studio di Keeler e collaboratori?

Innanzitutto che durante l’esperienza del cantare in gruppo, sia improvvisando che non, i cantanti esperivano lo stato di “social flow”. Questo è indicativo del fatto che cantare insieme può promuovere un modo di relazionarsi gratificante e piacevole .

Inoltre hanno osservato che i livelli di ormone adrenocorticotropo diminuivano in entrambe le condizioni sperimentali. I livelli di ossitocina aumentavano invece solo nella condizione di improvvisazione.

Gli autori interpretano questi dati come indicativi del fatto che cantare in gruppo è associato a una riduzione dello stress e alla sensazione legata all’esperienza di “social flow”.

Questo può essere legato a modificazioni dei processi neurochimici indagati, in special modo legati a una diminuzione dei livelli di ormone adrenocorticotropo.

Studi futuri che coinvolgeranno magari anche un campione di soggetti più numeroso contribuiranno a gettare maggior luce su questo affascinante argomento.

Bibliografia:

“The neurochemistry and social flow of singing:bonding and oxytocin. Keeler et al., Frontiers of Human Neuroscience, (2015).”

Foto:

 Hal Gatewood su Unsplash.

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2 comments

  1. Molto interessante. Sono musicoterapeuta e nella mia esperienza ho modo di verificare molto spesso il “social flow” durante il canto in gruppo.Ma la lettura di questo articolo e della ricerca al quale si riferisce ha arricchito le mie conoscenze.Grazie tante

    • Vanessa Candela

      Grazie Cinzia! Mi fa piacere lo abbia trovato interessante. Un caro saluto e auguri per il suo lavoro. 🙂 Dott.ssa Vanessa Candela

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