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NEUROLARINGOLOGIA: INTERVISTA AL PROF. PER-ÅKE LINDESTAD

NEUROLARINGOLOGY

Grazie al convegno internazionale “La voce artistica” diretto dal dott. Franco Fussi, ho potuto incontrare e ascoltare relazioni di professionisti della voce provenienti da tutto il mondo.

Oggi, sono quindi onorata di intervistare uno dei più importanti esperti di neurolaringologia: il Professor Per-Åke Lindestad. 

Buongiorno Professore, le andrebbe di presentarsi ai nostri lettori?

Sono nato nel 1952 in una città svedese chiamata Fagersta, principalmente nota per la sua industria siderurgica e per i suoi giocatori di hockey su ghiaccio. Ho trascorso il periodo adolescenziale a Västerås e Stoccolma. Ho svolto i miei studi medici a Stoccolma presso il Karolinska Institutet, a partire dal 1971. Poi, dopo la laurea, ho iniziato ad occuparmi di chirurgia otorinolaringoiatrica fino al 1984. All’epoca ero interessato a fare ricerca in laringologia ma ogni potenziale supervisore era impegnato ad occuparsi solo di naso e orecchie, cosa che trovavo noiosa. Mi sono quindi trasferito al dipartimento di Logopedia e Foniatria dell’ospedale di Huddinge a sud di Stoccolma.

Come è nata la sua passione per la voce e la neurolaringologia?

Sono sempre stato interessato al suono in tutti i suoi aspetti, e sono un cantante amatoriale e musicista.  Intersecare medicina e arte è diventata così, una tentazione irresistibile. Per quanto riguarda la neurolaringologia, penso che sia stata a lungo un’area trascurata in otorinolaringoiatria, quindi quando ho iniziato con gli studi EMG sui muscoli laringei, è venuto naturale raccogliere bibliografia.

Inoltre, dove lavoravo,  i miei colleghi foniatri ed io, eravamo il punto di riferimento per tutti i casi in cui i disturbi della voce potevano avere un sospetto fondo neurologico. Di conseguenza, ho lavorato per 33 anni esclusivamente con la voce, la parola e la deglutizione.

Cos’è la neurolaringologia e perché è così importante per capire la voce umana?

La laringe ci dà la possibilità di uno dei tanti modi di comunicazione umana. È impossibile dire quale sia il più importante di essi, ma non c’è dubbio che una perdita di voce costituisca un grave handicap sociale. Non ho dati certi, ma una parte importante dei problemi vocali per cui le persone consultano specialisti clinici hanno origine dal sistema nervoso. Si può avere paresi totale o (più spesso) parziale dei muscoli, problemi di coordinazione muscolare dovuti a disturbi nel sistema nervoso centrale , pensate al disturbo della voce chiamato disartrofonia. Le cause più comuni di disartrofonia sono ictus, malattia di Parkinson, disturbo cerebellare, la sclerosi multipla o la sclerosi laterale amiotrofica. I problemi vocali nell’invecchiamento hanno due cause principali, da una parte la degenerazione fisiologica del sistema nervoso centrale e periferico, dall’altra l’invecchiamento dei tessuti laringei, comprese le articolazioni.

Quali sono, secondo lei, le prospettive e la direzione futura della ricerca sulla voce? Cosa potremmo imparare e scoprire dalla neurolaringologia?

 In generale, penso che la ricerca di base sui tessuti laringei e forse l’ingegneria dei tessuti con l’aiuto delle cellule staminali potrebbe essere il prossimo passo. Le tecniche di reinnervazione, che sono utilizzate dopo la perdita della funzione del nervo laringeo ricorrente, potrebbero migliorare molto in futuro, in combinazione con i fattori di crescita nervosi. Finora questo ha avuto successo soprattutto riguardo ai problemi di abduzione. Così, è stato mirato ad aiutare la respirazione piuttosto che la voce.

Recentemente è stato dimostrato che l’innervazione laringea non è così semplice come si vorrebbe pensare, con la divisione del nervo laringeo superiore e del ricorrente rispettivamente. Quando si verifica un danno a uno di essi, è possibile allenare le funzioni perse potenziando i meccanismi di compensazione. O forse è quello che abbiamo sempre fatto?

Quando si parla di voce, penso che la prevenzione e l’educazione possano essere le più importanti risorse. La maggior parte delle persone capisce che è necessario mantenersi in allenamento per rimanere in salute vocale. Ma è importante anche che si insista sull’educazione sin dai primi anni di vita e a livello universitario, come anche su ulteriori misure ergonomiche da adottare negli ambienti di lavoro. Ciò richiede documentazione e ricerca, che stanno procedendo sempre di più.

Quali sono i suoi attuali e prossimi progetti di ricerca?

Sono in effetti in pensione e non ho in progetto di impegnarmi nella ricerca, tranne che per qualche supervisione. Vi racconto comunque volentieri alcune idee di ricerca che non ho mai potuto realizzare.

Sono convinto che alcuni dei problemi laringei che oggi sono considerati solo locali, sono causati in realtà da fattori che possono essere attribuiti a disfunzioni del sistema nervoso. Si sa poco sulla composizione del muco laringeo, prodotto da ghiandole regolate dal sistema nervoso autonomo. I nervi parasimpatici passano a livello dei nervi laringei superiore e inferiore. Nella periferia fanno sinapsi con il neurone più distale in un ganglio parasimpatico. I neuroni simpatici originano dai gangli centrali situati vicino all’arteria carotide interna. Vorrei scoprire come i cambiamenti nell’attività nervosa autonoma modificano l’ambiente locale a livello della laringe. Dovrebbe essere possibile monitorare altre attività nervose autonome studiando la frequenza cardiaca, la pressione sanguigna e la secrezione gastrica. Nessuna attività umana potrebbe aver luogo senza il sistema nervoso. Ciò significa che la maggior parte dei problemi che si verificano quando non ci sono alterazioni strutturali nel corpo sono per definizione funzionali e in quel gruppo si identifica un sottogruppo di disturbi vocali con origine psicogena pura.  Cerca di immaginare come ti sentivi la prima volta che ti preparavi a parlare (magari ponevi una domanda) di fronte a un grande gruppo di persone in una conferenza. Non hai alcuna tecnica su cui contare come nel canto, devi deglutire più frequentemente, la voce diventa instabile, potresti avere occasionali break vocali. Tutti questi problemi possono essere controllati se si padroneggiano le reazioni dei nervi autonomi. Ora, se si incontrano problemi vocali simili nella vita di tutti i giorni, la soluzione è trovare una situazione in cui puoi padroneggiare l’input e la nostra reazione inconscia. C’è un disturbo della voce chiamato edema di Reinke, un edema sottomucoso cronico delle corde vocali, che causa problemi alla voce. Ora, praticamente tutti questi pazienti sono donne e fumatrici da almeno 10-20 anni. Eppure, la maggior parte delle donne fumatrici non ha questo disturbo. Neanche i fumatori maschi. Qual è l’altro fattore? Infiammazione neurogena? Reflusso? Il problema parallelo si trova nei casi con granuloma da contatto, una malattia esclusivamente maschile che consiste in una lesione benigna infiammatoria nella parte posteriore della glottide. Nessun trattamento si è dimostrato finora efficace. Guarisce entro 6 o 24 mesi indipendentemente dal trattamento. Sembra che i fattori relativi allo stile di vita siano importanti. Molti vogliono dare la colpa al reflusso, io credo nell’infiammazione neurogena.

Grazie al Prof.  Per-Åke Lindestad per questa preziosa intervista che ci dà spunti di riflessione  sulla voce.

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