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LE VIE DEI CANTI: IL LIBRO DA NON PERDERE

“La terra deve prima esistere come concetto mentale. Poi la si deve cantare. Solo allora si può dire che esiste.” Bruce Chatwin

Il canto e la musica ci permetteno di viaggiare nel tempo e nello spazio ampliando la nostra conoscenza delle altre culture. Sono tra gli strumenti più potenti che uniscono i popoli, permettendo di abbattere le barriere linguistiche, andando oltre i limiti delle parole.

È infatti proprio “Beyond Words” che si intitola l’album di colui che ha fatto del fono grazie al potere evocativo del canto, un nuovo linguaggio improvvisativo espressivo: Bobby Mcferrin.

Il canto è stato importante nella storia dell’uomo come mezzo di coesione sociale in quanto favorisce, secondo le ultime ricerche dell’Università di Oxford, processi di empatia immediati.

Nell’era digitale e della globalizzazione, l’incontro, anche virtuale, tra culture musicali-canore diverse ha fatto nascere nuovi generi, nuove opportunità per esplorare i confini della creatività della voce umana, nuovi linguaggi espressivi e culturali.

Il viaggio tra i canti del mondo è oggi quindi un valore fondamentale di unione tra i popoli e potente mezzo di promozione della pace e di scoperta della ricchezza della diversità.

Oggi rendiamo perciò omaggio al tema del viaggio e del canto ricordando Bruce Chatwin e il suo libro entusiasmante.

Grande scrittore e viaggiatore, egli ha narrato i canti degli aborigeni australiani nella sua affascinante opera “Le vie dei canti” pubblicata nel 1987.

Bruce Chatwin ha descritto in questo diario di viaggio i canti rituali della tradizione aborigena tramandati segretamente di generazione in generazione come memorie sui riti della creazione e come indicazioni sonore di vere e proprie mappe geografiche.

Nel libro troviamo anche un inno al nomadismo,tematica ricorrente nell’opera di Chatwin per cui l’uomo è per natura un viaggiatore dai tempi più remoti oltre a numerose riflessioni antropologiche da poter gustare.

Se allora per Chatwin la nostra indole è quella di essere nomadi e viaggiatori ci auguriamo che il canto,creatore di preziosi legami culturali grazie al mondo reale e virtuale, possa essere un volano nel promuovere giorno per giorno pace interiore e tra i popoli.

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