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ALL’EPOCA DEI FALSETTISTI

La storia dice…

L’origine dei castrati è avvolta nel mistero. Com’è noto, infatti,gli eunuchi esistevano anche nella più remota antichità: addetti agli harem o a mansioni analoghe, sembra comunque impossibile determinare con esattezza quando si cominciò a castrare i bambini per amore della loro voce.
Si riteneva, infatti, che San Paolo con le parole <<mulieres in ecclesiis taceant>> avesse espressamente proibito alle donne di cantare in chiesa e tale interdizione durò fino al XVII secolo. Pertanto quando si riteneva necessario l’uso di voci acute, ci si doveva rivolgere ai bambini, ai falsettisti oppure ad eunuchi.

Vita e tempo dei castrati

I Castrati o Falsettisti in genere nascevano da famiglie povere poichè la mutilazione del bambino aveva dei costi molto alti. Quindi cosa avveniva in quel tempo quando un bambino veniva castrato a favore del proprio percorso vocale?
Fra questi sventurati era cosa ormai comunemente accettata quella di vendere come schiavi musicali quei figli che mostrassero la più piccola attitudine per la musica o i segni di una voce promettente, così come la classe povera dell’industria inglese vendeva i bambini perchè venissero mandati a lavorare nelle miniere o diventassero spazzacamini. Le cose tuttavia si svolgevano in modo diverso a seconda dei casi. I genitori talvolta vendevano i propri figli agli insegnanti o a una istituzione musicale, talvolta invece riuscivano loro stessi a racimolare un po’ di denaro per far studiare i propri figli presso un insegnante di canto. Tutto questo veniva considerato come un investimento sicuro, nella convinzione che il proprio figlio diventasse il più famoso e ricco cantante della sua epoca, in modo da poter provvedere a loro nella vecchiaia. La perfezione della loro arte va senza dubbio attribuita ai grandi maestri di canto dell’epoca, Pistocchi, Bernacchi e Porpora.

Come avveniva la castrazione?

L’operazione, come viene descritta da d’Angillon nel Traité des Eunuques, veniva generalmente eseguita da norcini o barbieri in gran segreto nel seguente modo:
il bambino veniva drogato con oppio o con qualche altro narcotico, veniva lasciato in un bagno caldissimo per un po’ di tempo finchè non entrava in uno stato di insensibilità (quasi come la nostra anestesia locale). Poi con una profonda incisione passando dal retto si provvedeva alla recisione dei testicoli in modo tale che questi ultimi si atrofizzassero e finissero con  scomparire. Gli eunuchi di questo tipo venivano chiamati Thlibiae per distinguerli dagli eunuchi veri e propri che erano stati soggetti a una completa castrazione.

Lo studio.

Nei conservatori la disciplina era assai rigida, il programma faticoso, e gli studenti in certi casi venivano messi in prigione quando si dimostravano pogo ligi alle disposizioni dei loro maestri. I castrati godevano di certi vantaggi in confronto agli altri. Venivano infatti nutriti meglio e la loro salute era seguita minuziosamente. Dormivano inoltre in appartamenti più caldi per timore che possibili raffreddori potessero compromettere la voce dell’allievo.

Tipico curriculum giornaliero di studio di un castrato (Caffarelli)

Mattino

  • 1 ora di passaggi di canto di difficile esecuzione
  • 1 ora di lettere
  • 1 ora di esercizi di canto di fronte ad uno specchio per impare il modo di muoversi, di gestire e di evitare le brutte smorfie mentre si canta…

Pomeriggio

  • 1/2 ora di esercizi teorici
  • 1/2 ora di contrappunto su un canto fermo ( esercizi di improvvisazione )
  • 1 ora di contrappunto con la Cartella (una specie di lavagna dove venivano scritti gli esercizi)

Il resto della giornata veniva trascorso suonando il clavicembalo e componendo salmi e mottetti.

WEBLINK:

I FALSETTISTI – HAENDEL.IT

UN PORTALE DEDICATO ALLA FIGURA DEI CONTRO-TENORI

OPERALIBERA: I CASTRATI

L’ USIGNOLO FARINELLI VITA D’ UN UOMO A META’ – ARTICOLO REPUBBLICA

BIOGRAFIA DEL CAVALIERE CARLO BROSCHI DETTO FARINELLI

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