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BOBBY MCFERRIN

 

Bobby McFerrin è la voce in persona, un artista vincitore di tantissimi Grammy Award, un direttore d’orchestra ma soprattutto il creatore di una delle canzoni più popolari del XX° Secolo dal titolo Don’t Worry be Happy.
La sua estensione di quattro ottave e una vasta scelta di colorature timbriche permettono a  Bobby Mcferrin di non essere solo un cantate ma è un esploratore che ha saputo nella sua carriera combinare e miscelare con grande accuratezza stili musicali e tradizioni.
Nato a New York  l’11 Marzo del 1950 da genitori che di professione erano cantanti d’opera, il suo primo amore fu il clarinetto come la sua massima aspirazione da ragazzo era diventare prete. La storia però portò Bobby McFerrin a sposare la musica e la voce. Studiò il piano che diventò ben presto il suo compagno di vita e mezzo di sostentamento. Arrivò ben presto il banco di prova della sua voce, era il 1977 quando McFerrin decise di testare le sue capacità vocali. Tre anni di duro lavoro in cui Bobby McFerrin collaborò con il gruppo Astral Project e poi il grande Hendricks. In quegli anni conobbe Linda Goldstein che diventò ben presto la sua manager. Strategia e innovazione furono le armi vincenti del successo di Bobby McFerrin, il quale guidato sapientemente da Linda Goldstein riuscì ad arrivare dopo pochissimi anni sulla vetta della notorietà. Il suo primo Grammy lo vinse nel 1985 con Another Night in Tunisia insieme ai Manhattan Transfer, successivamente nel 1986 vinse con una sua versione di Round Midnight e nel 1987 vinse come compositore della colonna sonora di How The Rhinoceros Got His Skin & The Camel Got His Hump insieme a Jack Nicholson. Arriviamo all’anno più importante della carriera di Bobby McFerrin il 1988. In questo anno dopo numerosi tour che lo portano in giro per il mondo toccando Europa e Asia esce il suo album Simple Pleasures un omaggio alla musica degli anni ’60. Un album giocoso pieno di energia e positività dove la voce di Bobby canta melodie decisamente di estrapolazione pop ma che porteranno inaspettatamente Bobby sull’olimpo delle classifiche mondiali con il brano Don’t Worry be Happy.
La forza di cambiamento non esitò ad arrivare, invece di seguire la notorietà e il cavalcare l’onda del successo, Bobby decise di prendersi un anno sabbatico dove inizia a studiare conduzione d’orchestra prendendo lezioni dai più grandi direttori di quel periodo come Leonard Bernstein e Gustav Meier.

Passano gli anni e la sua trasformazione musicale e vocale lo portano a concentrarsi in un mondo di espressione corale acappella che lui denominerà CircleSongs.
Circlesongs edito dalla Sony nel 1997 sarà secondo una mia opinione il Cd del cambiamento, un’opera dove elementi spirituali si intrecciano in litanie piene di immagini che evocano mondi lontani. Una maturazione decisamente delineata nel tempo, un suono vocale che esprime leggerezza e saggezza. In confronto ai cd che l’hanno preceduto dove i falsetti e la precisione dei suoni ne facevano da padroni in Circlesongs si sente la profondità e la volontà di inseguire una semplicità di base, in cui però si possa carpire momenti altamente mistici e musicalità “non convenzionale”. Chi avrà la possibilità di partecipare ad uno dei suoi spettacoli potrete percepire  l’unicità e lo stupore che questo artista dona in ogni sua performance. Secondo me per concludere, Bobby McFerrin è un “guardiano della voce” e dell’eredità di una musica senza confini, dove i suoni diventano in modo simbolico abbracci e legami di tutte le culture.

website: www.bobbymcferrin.com 

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